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"Il mondo di
Antonio" è la storia di una vita e di tante altre, dove il groviglio
dei sentimenti e dei tormenti non sempre si scioglie o svela le segrete
emozioni che consentono alle persone di ritrovarsi, capirsi, sentire che
stanno vivendo.
Le sensazioni restano,
dunque, intrappolate. Diventano soprattutto la storia di silenzi, riempiono
la solitudine degli uomini e talvolta spingono a gesti considerati inconsulti,
folli.
"... Un giorno
è immerso nel vetro della portafinestra che dà sul balcone del soggiorno.
Di fronte non c'è nulla da guardare, se non un altro balcone, troppo vicino
e sempre vuoto, dove, assai di rado, qualche panno pende da una fune agganciata,
senza importanza, tesa da una parte all'altra del muro.
Cosa guarda? Cosa
pensa? Mi pongo dietro a lui, in attesa che mi 'senta'..."
L'autrice vuole così
comunicare un amore fatto di gesti semplici, piccoli, delicati dove sopravvive
integro il desiderio di far rivivere i valori in ciascun 'singolo' mondo
individuale. Si convince e tenta di persuadere che molte soluzioni dimorano
nella volontà, nello sforzo d'amare. Assorbire il rancore, la rabbia,
trasformarli creativamente in una piattaforma che renda possibile e solida
la nostra esistenza è un obiettivo raggiungibile solo se l'uomo va oltre
se stesso, si trascende e si rende più umano, diventando cosciente di
appartenere all'Universo e non più solo al proprio mondo, al proprio orgoglio,
alla noia, alla passività.
Un più significativo
tentativo del libro è quello di rivelare la realtà di un'anima, nonché
la risoluzione di un tabù inaccettabile per la collettività: il suicidio
di uno dei suoi membri.
E poi quello più
disperato, forse: capire il mistero di quella morte, di tutte le altre
e sentire il messaggio che nasconde...
La liberazione dall'odio
e dall'ignoranza? Uno dei tanti e nascosti significati, insieme alla lotta
contro la noia e l'egoismo...
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